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Comunicato sui fatti della notte bianca.

Per compiere l’analisi più lucida e veritiera possibile noi di Torpedo abbiamo deciso di attendere qualche giorno prima di diffondere il nostro comunicato ufficiale.

E’ importante cominciare dal riassunto più completo possibile degli avvenimenti di sabato: Come spiegato da Mario, gestore del bar Caffè Ristretto, non certo un anarchico insurrezionalista, da qualche tempo dei volti nuovi al locale si aggiravano nella zona. Anche la sera stessa dell’accaduto si sono viste persone osservare i movimenti che noi di Torpedo facevamo nel Bar. Attorno all’una e quarantacinque (momento in cui peraltro la stragrande maggioranza di Torpedo non era presente al bar) 6 di questi ragazzi, noti come fascisti, tra i 17 e i 20 anni di età, effettuano un vero e proprio blitz: volano calci, pugni, cestini, biciclette. Bottiglie: Silvio,ventiduenne, viene squarciato; non sull’occhio e non sulla gola, sulla guancia. Poteva andare molto peggio. L’azione dei giovani dura meno di un minuto, dopo aver fatto il ferito tutti scappano. La notizia si diffonde subito e tutti accorrono sul posto: chi ha visto di persona il gesto così infame e vigliacco è incontenibile. Qualcuno decide di andare a cercare questi aggressori, tutti gli altri si accodano cercando di evitare il peggio. Una volta giunti da Piazza Grande all’incrocio con Via Garibaldi, presso il locale Old City, rivediamo i volti di quei ragazzini:stavolta al loro fianco ci sono i volti di sempre. Quelli che fecero saltare un occhio, quelli che da anni perpetuano violenza organizzata a Lucca. Il tempo di incrociare lo sguardo con questi individui e già hanno la cintola in mano. Ci sono attimi di tensione, per fortuna si evita il peggio. Poi arriva la polizia: da una parte dei ragazzi per lo più impauriti e disperati dall’accaduto, che cercano qualcosa che sanno di non potere avere. Dall’altra, persone che di quelle situazioni ne hanno vissute a decine. La polizia decide di fronteggiare con casco e manganello il primo gruppo, che, chiaramente, arretra. Qualche poliziotto dice anche:”Dobbiamo portare via voi, gli altri non ci ascoltano nemmeno”. Dopo diverse decine di minuti decidiamo di andarcene, frustrati. Mentre tanti di noi attorno alle 4 si riparano dal temporale sotto la Loggia in San Michele ci accorgiamo che la polizia e la digos osservano i nostri movimenti. Ci chiediamo se anche per quelli che erano dall’altra parte del cordone siano state riservate le stesse precauzioni. Il temporale si attenua; è l’occasione per molti di noi di andare a casa. Sotto le case di due di noi però c’è un’inattesa e terrificante sorpresa. La conferma definitiva che quello che era avvenuto quella sera non era un rissa da Bar, non erano gli eccessi dell’alcol, ma era un premeditato tentativo di colpire. Una macchina piena di 4 di questi fascisti sotto ognuna di queste 2 case. Il primo di noi, in bicicletta, si accorge da lontano che c’è qualcosa che non va, e riesce ad andarsene. Il secondo parcheggia tranquillamente la macchina sotto casa ed una volta arrivato al cancello si accorge che c’è un problema: 4 persone, cinghia alla mano, gli si avvicinano;sono i volti visti al Old City, ma stavolta, nell’ombra, sono i vecchi, i pregiudicati. Le parole che dicono sono “ti ammazziamo”. Il ragazzo non vede chiaramente il volto di nessuno dei presenti, ma capisce che con questi non c’è da scherzare. Se il nostro amico non fosse così agile e veloce forse oggi parleremmo di qualcosa di gravissimo. Fatto sta che riesce a scappare e a raggiungere l’ospedale, dove verrà ricoverato per un’ora per crisi respiratoria. La sua macchina in ogni caso è stata vandalizzata. Sono le 6 e 30, questa notte terribile si conclude. In questi giorni ci siamo interrogati più volte sulla natura di questi eventi, sul modo più giusto di affrontare questa situazione così sgradevole e mai voluta. Ci siamo resi conto che, probabilmente, di soluzioni definitive non ce ne sono. Ci siamo anche resi conto di quanto sia necessario fare chiarezza ed esporre chiaramente le conseguenze che hanno eventi come questo. Ci sono, infatti, due grossi problemi che nascono come conseguenza degli avvenimenti di Sabato. Due problemi diversi ma non escludenti e che hanno nell’analisi stessa un messaggio ben chiaro che vorremmo mandare all’opinione pubblica. Il primo è di natura prettamente politica: gli aggressori di Sabato hanno la necessità, per motivi dichiaratamente ideologici, di attirare in una spirale di odio e violenza la controparte che hanno scelto; una controparte (evidentemente noi di Torpedo) che invece non ha il minimo interesse politico ad affrontare in una battaglia una fazione opposta che non vede come tale; che anzi non considererebbe proprio se potesse. Il secondo è di natura più ampia, e deve coinvolgere di conseguenza una più ampia fetta della città di Lucca: è un problema di sicurezza,di ordine pubblico e di buon vivere comune. Analizziamo e spieghiamo questi due punti: 1 Per capire cosa intendiamo quando parliamo di problema politico è essenziale comprendere la differenza essenziale tra noi di Torpedo e questi individui che tanto vorrebbero essere i nostri nemici: il nostro progetto politico parla da anni della socialità a Lucca, di come essa possa migliorare, di quali possibilità e servizi si possano inseguire collettivizzando un problema personale (per esempio l’assenza di spazi sociali) scaturito dalla società in cui viviamo, in un’azione politica più ampia. Esempio lampante è la Polisportiva Madonne Bianche che, nonostante tutto,continua il suo lavoro di apertura e coinvolgimento nei confronti di tutti quegli individui e quelle organizzazioni che vogliano costruire un altro modello di aggregazione in città. Questo cammino politico potrà anche essere giudicato sbagliato, inutile, o magari, come tutte le testate giornalistiche dicono, estremo. Quel che è sicuro è che al suo interno non prevede nessuna organizzazione premeditata di Violenza contro degli individui: è impensabile che l’obiettivo politico di Torpedo sia abbattere i fascisti a Lucca. Impensabile. Sembra invece, dopo tutti questi anni, che la ricerca di un nemico fisico contro cui scagliarsi sia il principale obiettivo degli aggressori di sabato sera. I fatti parlano chiaro, un gruppo di ragazzi tra ipiù giovani, gli incensurati, effettua un blitz in un locale, in mezzo a decine di persone, colpisce e fugge. Questi ragazzi li ritroviamo più tardi in mezz oalla vecchia guardia, quei signori che da anni perpetuano violenza gratuita e fine a se stessa. Sono quei signori che attendono sotto casa i nostri amici.Non erano per caso nel locale, tanto meno non erano per caso ad aspettarci sotto casa. Hanno scelto un nemico e il loro obiettivo politico ben preciso è di intimidirlo, portarlo allo scontro. Questo oramai ci sembra indubbio. Diciamo una volta per tutte che noi aborriamo totalmente questo tipo di violenza “politica” e personale e invitiamo l’opinione pubblica a capire quanto questo non sia uno scontro tra estremi che si combattono, ma un conflitto creato da una parte e che noi stiamo subendo. Quello che chiediamo è quindi alle persone che in questa città non possono tollerare la presenza di certe idee politiche, e le considerano marce e vuote, di stringersi (come già sta avvenendo) attorno a noi e di aiutarci. 2 Per capire invece quanto gli eventi di Sabato possano costituire un elemento di disturbo al buon vivere delle persone bisogna fermarci a parlare del ferito: Silvio, amico fraterno di tanti componenti diTorpedo, è di fatto un esterno. Soprattutto in tempi recenti non si è mai esposto particolarmente nelle attività di Torpedo. Soprattutto, non aveva idea dichi fossero i suoi aggressori. Cosa vuol dire questo? Che al posto di Silvio ci potevano essere tante altre persone, che le bottiglie e le biciclette che sono volate, potevano colpire qualcun altro che, come Silvio, aveva poco o niente a che fare con la sterile battaglia “politica” che questi avevano intenzione di fare. Si può davvero tollerare, come cittadino normale, che ci sia qualcuno che va in giro rischiando di uccidere (la guancia è a veramente pochi centimetri dalla gola) altre persone all’interno di locali pubblici? Si può tollerare il fatto che sotto le nostre case ci siano individui che compiono agguati? E’ accettabile, al di là dell’idea politica che uno ha,l’organizzazione premeditata e squadristica di questa violenza? Noi, sinceramente, crediamo di no. E crediamo anche che questo sia un problema che riguarda l’intera città. E a questa città, bigotta, egoista e attaccata strenuamente al proprio giardino, non chiediamo di cambiare. Non le chiediamo di entrare in Torpedo, non le chiediamo di essere socialista comunista o di estrema sinistra; non le chiediamo nemmeno di essere antifascista (concetto reso complesso, ma in realtà tanto scontato e quasi automatico). Chiediamo semplicemente che ognuno di noi, oltre a dare la solidarietà ai feriti (che non manca mai e in nessun caso….), reagisca e si impegni in prima persona perché cose del genere non avvengano più e si renda conto che se ancora oggi tutto questo succede è anche colpa di ognuno di noi, singoli individui (che così spesso non abbiamo il coraggio di dire che certe persone negli spazi di tutti non le vogliamo e restiamo impietriti fronte ai loro soprusi), ma anche e delleIstituzioni, spesso ambigue, e della Questura, che spero capisca che la prossima volta, piuttosto che isolare e controllare un frustrato e confuso gruppo di ragazzi incensurati, sconvolti dallo squarcio su un volto di un loro amico, aggrediti da balordi che ricoprono i loro gesti di significato politico,e che semplicemente si sta riparando sotto una loggia dal temporale, controlli quelle persone che da anni compiono azioni di questo tipo e che infatti qualche ora dopo ci aspettavano sotto le nostre case. Speriamo che questi messaggi arrivino forte e chiaro a chi di dovere, noi nel frattempo continueremo imperterriti con il nostro lavoro sugli spazi sociali alla Polisportiva Autogestita Le Madonne Bianche, convinti che questo possa essere solo un bene per la città.

TORPEDO